I cambiamenti nello stile di vita del cavallo (ad esempio un aumento o una riduzione dell'attività fisica, oppure un improvviso periodo di riposo in box) comportano adattamenti metabolici e digestivi che richiedono un'adeguata modifica della dieta.
Quando un cavallo subisce un infortunio, l'attenzione si concentra giustamente sulle cure veterinarie e sul programma di riabilitazione. Tuttavia, anche l'alimentazione riveste un ruolo fondamentale, poiché la guarigione dei tessuti è un processo biologico che richiede energia e un adeguato apporto di nutrienti.
La composizione nutrizionale della dieta non è qualcosa di statico: deve adattarsi ai cambiamenti della fisiologia del cavallo e al suo livello di attività.
Perché è necessario modificare l'alimentazione?
Il recupero è un processo biologico attivo. La riparazione di muscoli, tendini, legamenti, pelle e tessuto osseo richiede energia, amminoacidi, vitamine e minerali. Allo stesso tempo, la riduzione dell'attività fisica modifica il modo in cui l'organismo utilizza i nutrienti, mentre dolore, stress e confinamento possono influenzare la motilità intestinale e la funzionalità dell'apparato digerente (Raidal et al., 2025; Williams et al., 2015).
Questo significa che la dieta che sosteneva un cavallo sportivo durante il lavoro potrebbe non essere più adatta durante la riabilitazione. L'alimentazione dovrebbe quindi essere adattata alla nuova condizione fisiologica del cavallo, favorendo il processo di guarigione.

La fibra: la base di un recupero efficace
Uno degli obiettivi nutrizionali più importanti durante la riabilitazione è preservare la salute dell'apparato digerente.
A differenza dell'uomo, il cavallo è un fermentatore del grosso intestino. I microrganismi presenti nel cieco e nel colon fermentano i carboidrati strutturali contenuti nei foraggi, producendo acidi grassi volatili (VFAs). Questi rappresentano una fonte di energia lenta e costante e possono fornire fino al 70% del fabbisogno energetico di mantenimento del cavallo, contribuendo inoltre a mantenere in equilibrio la popolazione microbica intestinale (Merritt e Julliand, 2013; de Fombelle et al., 2003; Costa et al., 2015).

Mantenere un adeguato apporto di foraggio durante il riposo in box aiuta quindi a:
- sostenere una corretta fermentazione nel grosso intestino;
- mantenere una normale motilità intestinale;
- fornire una fonte di energia costante;
- ridurre il rischio di disturbi digestivi;
- favorire il benessere comportamentale, permettendo al cavallo di esprimere il suo naturale comportamento di pascolamento.
A seconda del singolo cavallo e delle indicazioni del veterinario, alimenti come fieno, fieno bagnato, polpa di barbabietola e erba medica rappresentano ottime fonti di fibra altamente digeribile.
Perché evitare amidi e cereali è spesso la scelta migliore
I cavalli sportivi ricevono spesso mangimi ricchi di cereali per fornire energia rapidamente disponibile durante il lavoro. Durante la riabilitazione, però, il fabbisogno energetico si riduce notevolmente.
Quando grandi quantità di amido sfuggono alla digestione enzimatica nell'intestino tenue e raggiungono il grosso intestino, vengono fermentate rapidamente. Questo abbassa il pH intestinale, altera l'equilibrio della flora microbica benefica e può favorire l'insorgenza di acidosi del grosso intestino, coliche e altri disturbi digestivi (Colombino et al., 2022; Tuniyazi et al., 2021; Hillyer et al., 2002; Hudson et al., 2001).
Le diete ricche di amido e zuccheri - contenuti nei cereali - possono inoltre provocare ripetuti aumenti della glicemia e dell'insulina, incrementando il rischio di obesità, disregolazione insulinica e laminite nei soggetti predisposti (Carter et al., 2009; Morgan et al., 2016; Nilsson et al., 2025).
Per molti cavalli in riabilitazione, sostituire parte dei cereali con alimenti ricchi di fibra e, quando indicato, con fonti energetiche a base di oli rappresenta una strategia nutrizionale decisamente più appropriata.


Le proteine: il supporto della guarigione
Sebbene durante il riposo in box il fabbisogno calorico complessivo diminuisca, quello di proteine di elevata qualità rimane fondamentale.
Le proteine vengono digerite in amminoacidi, che rappresentano i "mattoni" necessari per riparare muscoli, tendini, legamenti, tessuti connettivi, enzimi e numerose altre strutture dell'organismo. Tuttavia, non tutte le fonti proteiche sono uguali: il loro valore nutrizionale dipende non solo dalla quantità di proteine contenute, ma anche dalla loro digeribilità e dal profilo aminoacidico (Bockisch et al., 2023).
Amminoacidi essenziali come lisina, metionina e treonina svolgono un ruolo particolarmente importante durante il recupero, quando i tessuti sono impegnati nei processi di riparazione e rimodellamento. Fonti proteiche di elevata qualità, come la medica e la farina di soia, possono quindi contribuire efficacemente alla guarigione (Bockisch et al., 2023).
Grassi sani e micronutrienti essenziali
I grassi rappresentano una fonte concentrata di energia a lento rilascio che non interferisce con la fermentazione intestinale della fibra. Possono quindi essere particolarmente utili quando è necessario aumentare l'apporto energetico senza incrementare la quantità di amido nella dieta. Gli acidi grassi Omega-3, inoltre, contribuiscono a modulare i processi infiammatori e a mantenere la normale funzionalità cellulare, rendendoli preziosi durante la riabilitazione (Nogradi et al., 2015).
Anche vitamine e minerali, sebbene richiesti in quantità molto inferiori, svolgono funzioni essenziali. La vitamina E e il selenio aiutano a proteggere le cellule dallo stress ossidativo, mentre zinco e rame partecipano alla sintesi del collagene e alla riparazione del tessuto connettivo. Mantenere una corretta idratazione e un adeguato equilibrio elettrolitico contribuisce inoltre al buon funzionamento dell'apparato digerente e dei normali processi fisiologici durante la guarigione (Bockisch et al., 2023; Nogradi et al., 2015).
Gli errori alimentari più comuni durante il riposo in box
Una dieta per la riabilitazione dovrebbe essere pianificata con attenzione, evitando alcuni errori frequenti, tra cui:
- continuare a somministrare la stessa razione prevista durante il periodo di allenamento;
- offrire quantità eccessive di cereali o alimenti ricchi di zuccheri;
- ridurre troppo drasticamente il foraggio per evitare un aumento di peso;
- modificare improvvisamente la dieta;
- trascurare l'apporto di vitamine e minerali quando si riducono i mangimi concentrati.
Ogni cavallo è diverso e la gestione nutrizionale dovrebbe sempre tenere conto dell'età, della condizione corporea, della storia clinica, del tipo di lesione e della durata prevista della riabilitazione.
Nutrizione e fisioterapia: due alleati che lavorano insieme
Una riabilitazione efficace richiede molto più del semplice riposo.
La fisioterapia fornisce lo stimolo meccanico controllato necessario per recuperare il movimento, migliorare la forza e favorire il corretto adattamento dei tessuti. L'alimentazione, invece, fornisce l'energia e i nutrienti indispensabili affinché questi tessuti possano ripararsi e rispondere al trattamento.
Piuttosto che essere considerate separatamente, cure veterinarie, fisioterapia, gestione dell'esercizio e alimentazione dovrebbero essere viste come componenti complementari di un unico programma di riabilitazione. Prima di apportare qualsiasi modifica alla dieta del vostro cavallo, consultate sempre il vostro Medico Veterinario o un Nutrizionista Equino qualificato.
Messaggi chiave – Nutrire per guarire, non semplicemente per riempire la mangiatoia

Un infortunio modifica molto più del semplice livello di attività del cavallo: cambia la fisiologia dell'intero organismo.
Sebbene durante il riposo in box il fabbisogno energetico diminuisca, quello dei nutrienti necessari alla riparazione dei tessuti, alla salute dell'apparato digerente e al corretto metabolismo rimane elevato. Dare priorità alla fibra, fornire proteine di alta qualità, bilanciare vitamine e minerali ed evitare un eccesso di amidi rappresentano strategie fondamentali per creare le migliori condizioni nutrizionali per la guarigione.
Adattando l'alimentazione ai cambiamenti fisiologici del cavallo, potrete sostenerlo durante tutto il percorso di recupero, ridurre il rischio di complicazioni secondarie e favorire un ritorno al lavoro in modo graduale e sicuro.
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BIBLIOGRAFIA
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